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La stagionalità

 

Ogni frutto nasce e matura in un determinato periodo dell'anno ed è in quel preciso momento che deve essere colto e consumato perché più buono e ricco di proprietà.

 

Ci sono frutti e ortaggi che hanno bisogno del caldo, altri che sprigionano tutte le loro proprietà e tutto il sapore solo con il freddo: mangiare di stagione vuol dire mangiare bene, con gusto e beneficiare di tutte le proprietà di un alimento.

 

LA NATURA NON FA NULLA PER CASO

 

In estate, quando la temperatura esterna è molto elevata il nostro metabolismo si abbassa perché servono meno calorie per mantenere la temperatura corporea a 37 gradi; in questo periodo, attraverso la sudorazione, perdiamo acqua e sali minerali. L’alimentazione estiva più adeguata sarà quindi a basso contenuto di calorie, elevato contenuto di acqua e sali minerali. È esattamente quello che ci offre la natura attraverso una grande varietà di frutti succosi, insalate e ortaggi ricchi d’acqua come pomodori, melanzane e zucchine. La frutta e la verdura estive sono anche molto colorate e le sostanze coloranti presenti in questi alimenti sono proprio quelle che ci aiutano a contrastare l’effetto dannoso dei raggi solari.

 

Durante l’inverno invece la temperatura è bassa e il nostro corpo brucia molte calorie per mantenersi a 37 gradi, il brivido è il movimento muscolare che consuma più calorie! Sudiamo poco e siamo poco esposti ai raggi solari, mentre siamo molto esposti alle malattie delle alte vie respiratorie come raffreddore, tosse, mal di gola, bronchite. Anche in questa stagione la natura ci viene incontro mettendoci a disposizione frutta e verdura adeguata alle nostre esigenze. Ad esempio, le verdure invernali sono accomunate da una stessa caratteristica ovvero il cattivo odore! Cavoli, broccoli, cavoli cappucci, verze e porri dopo la cottura emanano un forte odore di zolfo… e proprio lo zolfo è l’elemento cardine che in questa stagione, grazie al suo potere disinfettante, aiuta il nostro corpo a tenere alla larga virus e batteri. Durante l’ inverno troviamo anche un’altra fedele alleata: la zucca. Un ortaggio molto ricco di vitamina A, che rinforza le mucose delle alte vie respiratorie e aiuta a fluidificare il catarro aiutandoci così ad espellere virus e batteri.

 

Ci sono poi le stagioni di mezzo, importantissime per prepararsi ad affrontare al meglio l’inverno  e l’estate. L’autunno, ad esempio, è il momento in cui dovremmo fare una piccola scorta di grasso per affrontare al meglio i rigori invernali. Ci vengono allora in soccorso alimenti buonissimi, ricchi di zuccheri e calorie come l’uva, i cachi e le castagne.

Durante la primavera invece, dobbiamo smaltire il grasso accumulato durante l’inverno, ossigenare e fare le pulizie primaverili anche nel nostro corpo per prepararci ad affrontare più leggeri la calura estiva. In questo periodo ci vengono in soccorso tutte le piante spontanee depurative dall’ortica alle rosole, dal tarassaco ai germogli di pungitopo. Un ulteriore aiuto possono essere anche brevi digiuni o riposi alimentari.

 

ANCHE I CEREALI HANNO UNA LORO STAGIONALITÀ

 

Possiamo individuare la stagionalità dei cereali pensando alla zona di origine e di coltivazione; ad esempio segale, grano saraceno e avena sono cereali tipici dei paesi freddi e il loro consumo ci aiuterà a sopportare meglio il clima rigido invernale; il mais, l’orzo, il miglio e il riso sono invece cereali originari di zone calde e quindi sono per eccellenza i cereali adeguati al clima estivo, ma possono tranquillamente entrare sulle nostre tavole anche in inverno in preparazioni più calde come un risotto, le minestre e la polenta.

Nella stagione fredda sono poi molto importanti le minestre perché con la loro azione idratante e remineralizzante compensando la diminuzione della sete sia degli adulti che dei bambini. Le minestre possono contenete anche altri alimenti interessanti per le difese immunitarie come i legumi, le castagne e le erbe aromatiche (alloro, rosmarino, santoreggia, ecc.).

 

IMPATTO AMBIENTALE ed ECONOMICO

 

Gli alimenti fuori stagione sono fortemente inquinanti per il lungo trasporto che devono subire ed ancor più se sono prodotti in serra. Le serre inquinano sia a causa del riscaldamento (che richiede molta energia, spesso proveniente da combustibili fossili) che a causa dell’impatto ambientale che comporta lo smaltimento dei teli di copertura che devono essere cambiati ciclicamente. 

Le piante che vengono coltivate in periodi diversi dalla loro normale stagione, inoltre, sono più deboli e sono più facilmente preda di insetti indesiderati, quindi richiedono l'impiego di quantità elevate di pesticidi e fertilizzanti, i quali, essendo di sintesi chimica, sono derivati del petrolio. 

 

Infine, anche l’aspetto economico non va affatto sottovalutato. Acquistare un prodotto di stagione, infatti, consente di risparmiare notevolmente. Se poi scegliamo prodotti a km zero, coltivati cioè vicino al luogo di residenza (di cui conosciamo bene l'origine), il risparmio è ancora maggiore, perché abbatteremo anche il costo del trasporto.

 

In conclusione, gli ortaggi prodotti fuori stagione sono inquinanti, costosi e poco sani.

Seguire il criterio della stagionalità vuole dire avere rispetto per il pianeta,

impariamo dunque a scegliere prima di tutto quello che la natura ci offre!

 

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